INVALSI’ ? INVALNO !!!

L’arrivo delle prove Invalsi nella scuola produce il consueto moto spontaneo di protesta. Come tutti quelli che lavorano nella scuola ormai sanno, Invalsi è un ente di ricerca subentrato al CEDE (Centro Europeo dell’Educazione, anni ’70) che si occupa di valutare e monitorare i processi educativi e l’efficienza del nostro sistema scolastico nazionale. I suoi dirigenti sono stati investiti da un committente , l’attuale MIUR, a sua volta pressato dall’Europa, di una mission ponderosa: nelle dichiarazioni d’intenti, gestire e riformare il sistema nazionale di valutazione adottando test di misurazione delle performances degli studenti, di fatto  stimolare e orientare i docenti verso un modo nuovo di fare scuola, più attento ai bisogni e alle sfide della contemporaneità, procurando anche un modello standard dei livelli di apprendimento a cui tutta l’Italia dovrebbe tendere. Insomma, lo scopo vero del valutare sarebbe quello di migliorare la qualità dell’offerta formativa, combattere la dispersione scolastica, aprire il varco ad una riforma dei modelli tradizionali di istruzione. Cose da far tremar le vene e i polsi. Come molti addetti ai lavori osservano, il committente MIUR, invece di orientare le scelte del fornitore Invalsi, si lascia ora totalmente condizionare dallo stesso ente, che invade ormai con i suoi test tutti gli ordini di scuola presumendo di misurare le competenze degli studenti e attraverso questi la produttività degli istituti scolastici e dei rispettivi dirigenti.

Dal mio osservatorio della scuola primaria, io ero fieramente contraria ai quiz dei primi anni, perché mal congegnati, ambigui e fuorvianti sul piano logico, rozzi e primitivi sul piano dell’aspetto grafico. Poi ho deposto l’ascia di guerra per queste ragioni:

  1. non volevo essere classificata tra quei docenti che per partito preso o per motivi ideologici boicottano le prove, sottraendosi a qualsiasi forma di controllo del merito;
  2. ero disposta a confrontarmi con un sistema di valutazione aperto al cambiamento e rinnovato negli strumenti;
  3. il sistema di valutazione richiedeva una certa evoluzione al passo con i tempi, con delle prove di nuova concezione, dotate di una loro coerenza interna, in cui lo studente dimostrava di saper applicare le proprie conoscenze ad ambiti e situazioni non solo scolastici.

Tra poche ore somministrerò le prove Invalsi in una classe prima della secondaria di primo grado, ma ho già visto all’opera i ragazzi della 2^ e della 5^ (scuola primaria) e sono ormai convinta che stiamo percorrendo una strada sbagliata. Perché? 

  1. Si tratta di quesiti pieni di inferenze, ambiguità, trappole logiche che sembrano fatte apposta per far cadere in inganno;
  2. la loro soluzione speso va oltre le capacità medie dei nostri alunni, non tanto perché noi docenti non li abbiamo abituati a questo tipo di quiz (li alleniamo fin troppo!), ma perché non tengono conto dei reali livelli e dell’età evolutiva dei ragazzi;
  3. la didattica finisce per essere pesantemente influenzata dal modello Invalsi, che oltre a prendere molto del nostro tempo-scuola per l’addestramento, pretende di additare soluzioni di salvezza per la moribonda scuola italiana;
  4. il metodo di valutazione deve scaturire “a valle” del percorso educativo, non può in alcun modo essere “a monte” del processo e pretendere addirittura di riformarlo;
  5. le prove sono ipotesi di misurazione che presuppongono l’esistenza di un “metro”, ma gli stessi esperti di docimologia negano la possibilità di misurare in modo oggettivo le prestazioni scolastiche. E quali sarebbero, secondo gli estensori delle prove, queste prestazioni? Non certo i contenuti dell’apprendimento, e neanche le abilità, ma le competenze, che è come dire il possesso sicuro dei contenuti e delle abilità acquisite nel percorso scolastico. Non è un po’ presuntuoso tutto ciò?
  6. (FINE DELLA PRIMA PUNTATA, IL SEGUITO AL PROSSIMO POST)
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TRA LURK E LINK

E’ domenica. Faccio una full immersion nel cMooc per risalire un po’ la china dei miei ritardi, che non sono dovuti a scarso interesse per questa esperienza, ma piuttosto a oggettive lacune che vado colmando con molta lentezza, appostandomi, leggendo, riflettendo, smanettando. Di una cosa sono certa: ho ricevuto dai miei coinquilini, oltre che dai formatori, molto di più di quello che ora potrei dare, ma gli input riversati su di me  forse daranno i loro frutti anche in termini di restituzioni. Per ora sono centinaia le cose che non so ancora fare e in un prossimo post ve le racconto.

Quando ho deciso di aggregarmi a ltis 13 ho puntato soprattutto sulle promesse contenute nel titolo del corso e sperato in una ricaduta positiva di competenze informatiche sulla mia professione docente. In questo senso ho trovato dei blog “amici” che fanno strada ai neofiti come me: dopo il “capofila” Insegnare Apprendere Mutare”, voglio dire grazie agli ideatori di Speculum Maius, Bloglillon, A scuola con Marvi, piazzatienanmen, SusyDiario, cloud bianco………..alcuni (come l’ultimo che cito) ancora troppo densi tecnicamente per le mie scarse risorse. E non voglio fare torto a tanti altri che mi hanno piacevolmente sorpreso per la vivacità e la perizia (Emanuela, Sabina,,,,,,,).

Al di là delle mie aspettative e dei criteri di convenienza mi ha convinto il “taglio libero”, antiburocratico e in un certo senso umanistico del corso, che ha saputo tenere insieme non solo livelli disparati, ma vocazioni e target molto distanti, con finezza di regia e apertura mentale non usuali nel mondo della formazione.

Che sono poi gli indizi di un modo di fare formazione intelligente e disinteressato.

E poi tutto quel giorno
La mi condusse intorno
A veder l'officina.
Mostrommi a parte a parte
Gli strumenti dell'arte,
E i servigi diversi
A che ciascun di loro
S'adopra nel lavoro...
(Scherzo, G. Leopardi)

Accetto consigli su come migliorare l’aspetto grafico e funzionale del mio blog

nonsoloscuola

Ciao a tutti.
Edda (o, se preferite, eddalurker, il nickname che mi è venuto spontaneo per twitter).

EPPUR SI MUOVE!

Siamo tutti inquilini

Siamo tutti inquilini (Photo credit: Wikipedia)

Mi sono arenata per molti giorni, l’ho già detto, per cause di forza maggiore, e ho fatto diversi stop and go fino ad oggi. Ora torno sui miei passi e mi accorgo con qualche disappunto che la mia casa è molto simile a una caverna disadorna. Spero di non essere il fanalino di coda. Tuttavia, per riprendere tutti i passaggi necessari del percorso ho passato il pomeriggio del 1° maggio a rivedere tutti i post e i tutorial fino alla creazione del blog. Mi riconosco nelle difficoltà iniziali di Elena (Parola@ele57#34) e ho letto con interesse la risposta di Andreas a Mario sul parlare per metafore e per immagini oniriche. Soprattutto ho curiosato dentro tanti blog e da tutti ho imparato qualcosa. Grazie a Speculum Maius per avermi suggerito gli strumenti per un maggiore controllo della discussione secondo le regole di netiquette e moderazione. Ho preso appunti per non dimenticare, anche se talvolta è salutare dimenticare!!! Bellissimo il blog di Gianni Marconato, così come quello del superesperto Francesco Valotto. Ho provato a scivere su Piratepad, il cui uso mi sembra di poter introdurre nelle classi 4^ e 5^ della Primaria, ma vorrei sperimentare anche il muretto per i post-it di Padlet.com segnalato da Emanuela e Giovanna, oppure Stixy di cui parla Luisella. Ora leggo benissimo tutti i post e i commenti su due aggregatori: RSSOwl e Bloglines, il secondo in effetti promette molte chances per quanto riguarda l’organizzazione dei contenuti in categorie e argomenti. Intanto mi sono iscritta a Twitter, dove ho inserito nickname, foto (un dipinto) e indirizzo web del blog, ma nessun nome reale. Su twitter ho diverse cose da chiarire, ma le riservo ad un prossimo post per non tracimare. Quello che urge è sistemare il mio blog, che è una vera ciofeca: mancano tutte le personalizzazioni e i link, chissà se riuscirò ad affrontare queste difficoltà. Per ora è un corpo imbalsamato, mi piacerebbe poter dire EPPUR SI MUOVE!!

KAOS

Dopo una prima, veloce incursione esplorativa nei territori del nostro villaggio, dove  fervono i lavori, risuonano gli attrezzi e riecheggiano voci e richiami da una casa all’altra, noto che il risultato è piacevolmente disomogeneo. Si va dalle costruzioni raffinatissime, complete di cantina, piscina e superattico, ai capanni  nature pericolanti come quelli dei tre porcellini. Come “quadro di civiltà” non ci si raccapezza:  le grotte coi graffiti del Paleolitico convivono con le fragili capanne di fango e paglia del Neolitico, con le mura ben difese dell’età del Bronzo, su su con le abitazioni postmoderne confortevoli ed ecosostenibili. Quanto agli abitanti, benché per ora li si veda per lo più di spalle, curvi nello sforzo di edificare, mi sembrano anche loro molto diversi. Sono molto incuriosita dalle loro molteplici abilità, alcuni mi hanno meravigliato con le loro ingegnose opere, che andrò ad esplorare meglio. La vivacità dell’affresco mi fa pensare al villaggio gallico di Asterix e ai personaggi usciti dalla fantasia di Uderzo e Goscinny, ma forse qualche altro blogger ci ha pensato prima di me, per ora ho visto solo una piccola parte dei blog.

Chissà se Andreas si riconosce nel piccolo, astuto e ingegnoso Asterix (alias Vercingetorix), che tra un cinghialetto e l’altro, organizza la chiassosa comunità di celti? villaggio celtico

post d’ingresso

Cerco di rinnovare la veste del mio blog di prova, cancellando il precedente che cominciava con una citazione poco adatta ad un viaggio attraverso i labirinti del web. Viaggio che richiede un certo abbandono, disponibilità all’avventura, sopportazione degli inevitabili ostacoli messi di traverso nel cammino…e un po’ di ottimismo.

Cancello e riapro il blog anche per mettermi alla prova in certe operazioni, per me nuove, e vedere se avrà l’effetto desiderato il mio percorso avviato sulla bacheca personale.

Un caloroso saluto a tutti i compagni di viaggio, molto più bravi di me!